Alessandra

Due gambette buffe che la fanno camminare dondolando in fuori come una che fosse stata in sella da appena nata o che tenesse il suo corpo in equilibrio sulla prua di una barca.

Due braccia esili da bambino che terminano in due mani piccole, ma forti e nervose, capaci di prendere, strigere, toccare, non come le inutili mani femminili, quasi sempre così inermi e fastidiosamente gentili, fatte per sfiorare, per quelle carezze consolatorie così poco coraggiose.

La bocca piccola, ma gioiosa e irridente, Il viso triangolare come quello di un folletto, , gli occhi grandi e trasparenti, un lampo di intelligenza bella, inquieta, vorace, spalancata sul mondo; ansiosi, attenti occhi che guardano molto, registrano, fissano, scartano e approvano con uno stupore timido e arrogante.

Quando usa il suo corpo, sia che lavori, sia che si lavi, fischia e fischia bello teso; un fischio deciso che accompagna la voglia del fare.

Questo fa del piccolo argonauta qualcosa di straordinario, qualcuno di speciale, qualcuno difficile, un piccolo turbamento che si sdraia sulla vita di chi le piace.

Ornella Vanoni